Campeggio con bimbi (parte 2) – Si può davvero fare?

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Leggi “Campeggio con bimbi (parte 1) – Cosa portare?

Si può andare in campeggio con bambini piccoli

Circa un mese fa, a metà Aprile, io e mio marito abbiamo ricevuto un invito da amici per una nottata di campeggio libero in riva al lago e, essendo anche il nostro anniversario di nozze, abbiamo colto la palla al balzo. Avendo però un mostriciattolo di poco più di un anno e mezzo, ci chiedevamo se sarebbe stato davvero possibile. Per capire bene di cosa io stia parlando, ti consiglio di leggere la prima parte di campeggio con bambini, dove spiego tutti i nostri ragionamenti su cosa sia necessario portarsi dietro quando hai la prole al seguito.

Se hai letto l’articolo, vedrai che ho buttato giù un elenco dettagliato di tutte le cose che ritengo necessarie quando si fa car-camping, ovvero campeggio supportato da un veicolo e l’unico tipo di campeggio che permetta di portarsi dietro tutto quello che serve per la famiglia.

Per prima cosa voglio rispondere alle domande che io stessa mi sono posta alla fine del mio articolo precedente.

Abbiamo dovuto chiamare Bear Gryll per salvarci la pelle?

NO! Grazie al cielo non è stato necessario. Il posto era meraviglioso e avevamo a disposizione ben più di quello che pensavamo: acqua, un gabinetto esterno e anche una griglia per cucinare. Quindi direi che tutto sommato è stato un campeggio “viziato”. Ovviamente, fra tutte le cose, ci siamo dimenticati la carta igienica, ma ce n’era in abbondanza per tutti. Il nano avevo i pannolini quindi il problema per lui non sussisteva.

Siamo sopravvissuti?

Direi di sì! Io e mio figlio Ethan ci siamo presi un bel raffreddore, ma tutto sommato siamo tornati a casa vivi! Abbiamo fatto i fighi pensando che ormai il tempo fosse sufficientemente caldo, ma non è stato proprio così. Nonostante i sacchi a pelo e i tappetini per isolarci dal terreno, la nottata in tenda è stata piuttosto devastante. Io ho dormito con pantaloni della tuta, calze e felpa dentro al sacco a pelo.

Ethan però è ancora troppo piccolo per avvolgerlo in coperte senza rischio di soffocamento quindi, quando ho notato che faceva più freddo di quanto ci aspettassimo, l’ho vestito con tutto quello che potevo mettergli addosso. Sopra al pigiama aveva pantaloni della tuta, calze e felpa. Purtroppo non è bastato e il povero mostriciattolo si è svegliato diverse volte, finchè non me lo sono portato nel sacco a pelo.

Risultato: lui ha dormito beato come una pasqua, io per niente! Scomodissima perchè lui prendeva tutto lo spazio e non mi permetteva di muovermi, mi sono rassegnata ad una nottata insonne (e dolorante!)

Si può andare in campeggio con bambini piccoli

E’ stata un’esperienza piacevole?

Viste le premesse verrebbe da pensare di no, e invece ti sorprenderà sapere che tutto sommato è stato bello. La giornata al lago è stata stupenda. L’elfetto correva dappertutto felice di esplorare cose nuove ed era la prima vera giornata di sole dopo una primavera un po’ strana. Di solito qui fa più caldo in questo periodo, ma quest’anno è andata così. Nonostante il bel tempo però, l’acqua era ancora troppo fredda e non ci siamo potuti godere una nuotata senza rischiare l’ibernamento. Ma stare seduti sul molo con i piedi a bagno e il sole sopra la testa è stato comunque idilliaco.

Il viaggio è stato piacevole, niente traffico e in un’ora eravamo a destinazione. Ethan si è divertito a guardarci montare la tenda e cercava di collaborare come poteva.

A cena il nano iniziava ad essere un po’ stanco e quindi leggermente irritato (praticamente per tutto), ma la presenza di Charlie, il cane di un nostro amico, ci ha salvati. Devi sapere che Ethan adora i cani, e praticamente ha diviso la cena con lui (un boccone a te e uno a me), ma almeno ha mangiato invece di dire no per ogni cosa giusto perchè gli giravano le balle (eh sì, siamo in quella fase).

La favoletta proiettata di Harry Potter è stata MAGICA! E non lo dico solo perchè io l’adoro (e non sono neanche pagata per fare pubblicità, credimi!), ma perchè in tenda è stato davvero uno spettacolo. All’inizio ci è voluta qualche contorsione per trovare la posizione giusta (non volevo che toccasse il terreno freddo o non si sarebbe appisolato), mentre reggevo anche il libro e la torcia. Ma poi ci siamo adattati ed è stato come vedere i fuochi d’artificio per la prima volta. E’ rimasto a bocca aperta e poi è scivolato nel mondo dei sogni. Ero così contenta. Ha dimostrato di sapersi adattare anche a situazioni fuori dalle sue abitudini, che è un gran dire. Peccato che il freddo gli abbia rovinato la festa.

Ma ora veniamo alle domande che davvero contano:

Ci siamo portati tutto quello che serviva?

Si e no. Se da una parte avevamo fin troppo, dall’altra abbiamo decisamente sottovalutato le temperature notturne. Avrei volentieri scambiato tutto ciò che riguardava fare il bagno nel lago, quindi costumi, gonfiabile e asciugamani, per 3 o 4 coperte in più. Errore da principianti che non si ripeterà.

Ma per tutto il resto direi che ce la siamo cavata alla grande. Nonostante la lista fosse davvero limitata al minimo indispensabile, non abbiamo avuto bisogno di nient’altro.

Si può davvero andare in campeggio con bambini sotto ai due anni?

Sì, sì e SI! Nonostante la stanchezza devastante del giorno dopo dovuta alla notte insonne, non ho remore nel dire che non solo è possibile, ma è anche un’esperienza meravigliosa. Te la consiglio, sperando che i nostri ingenui errori possano servire a te ad evitare raffreddori o nottate atroci non gradite.

Io e mio marito Scott siamo ruisciti anche a goderci un po’ di tempo davanti al falò, dopo che il piccolo gargoyle si è addormetato. E nella vita di mamma, cose di questo genere ogni tanto sono un toccasana.

Inoltre lasciami aggiungere che quando Ethan si è svegliato, è stata forse la cosa più dolce del mondo. Io ero sveglia ma tenevo gli occhi chiusi nella speranza di riposare il più possibile. Ho capito immediatamente che non dormiva più, anche se non ha emesso un suono, e così ho aperto un occhio. Lui era a lì a pochi centimetri dal mio viso che mi fissava con aria felice. Ho richiuso l’occhio per la stanchezza e dopo pochi secondi sento la sua manina che mi accarezza la guancia dolcemente. Eh niente… Nonostante la devastazione fisica, mi sono sciolta e non ho potuto fare a meno di sorridere e riaprire l’occhio, per vedermelo arrivare con uno dei suoi baci sbausciosi ma tenerissimi! Il mio piccolo Shrek!

Progettiamo di provarci ancora, magari non sottovalutando le condizioni meteo… Probabilmente al prossimo giro farà così caldo che moriremo asfissiati nella tenda.

Ma tanto ci adattiamo (quasi a tutto), no?

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