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Come scegliere fra asilo nido, tata o a casa? Pro e contro

Scegliere fra asilo nido tata o a casa

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Scegliere fra asilo nido tata o a casa può essere difficile

E’ arrivato il momento che più temevi: ti tocca tornare a lavoro. Credimi lo so, è durissima! E non solo perchè con il poco riposo l’idea di lavorare è a dir poco vomitevole, ma anche perchè devi scegliere se affidare tuo figlio ad una tata, metterlo in asilo o magari decidere di mollare tutto e dedicarti alla maternità a tempo pieno. Ci sono diversi fattori che dovrai considerare ed è importante che tu sia consapevole che ogni scelta ha i suoi pro e contro.

Io personalmente sono quasi sempre per le vie di mezzo e anche in questo caso posso dirmi orgogliosa della scelta finale!! Ti racconterò a breve qual’è stata l’opzione che ci ha resi più felici e che consiglio a tutte le mamme, ma prima vediamo insieme cosa hanno da offrire le altre soluzioni!

Prima di tutto lasciami specificare che io non sono un’educatrice infantile, solo una mamma che riporta le proprie esperienze, approfondite da sondaggi fra altre mamme e qualche ricerca. Ma non mi permetto di prendere il posto delle altamente specializzate maestre d’asilo o tate con 20 anni di esperienza alle spalle. Per cui prendi tutto quello che leggerai come considerazioni che spero però ti aiutino a fare la scelta più adatta alle esigenze tue e di tuo figlio, ok?

Bene, iniziamo a vedere le 3 opzioni più comunemente scelte dalle mamme: asilo nido tata o a casa. Ce ne sono altre come ad esempio i nonni, ma visto che in questo blog parliamo soprattutto (ma non solo) per mamme che vivono all’estero, difficilmente questa opzione è inclusa nel pacchetto. A meno che tuo marito non sia del posto e i nonni paterni siano vicini. In quel caso, considera i pro e contro della tata (che vedremo fra poco) aggiungendo costo zero (se non qualche cena o regali di gratitudine), moltissimo affetto per il tuo cucciolo, ma rischio di cattivi vizi o discordie sui metodi di educazione.

Come scegliere la soluzione più adatta a tuo figlio?

Per prima cosa, ti consiglio di osservare e giudicare questi fattori:

  1. la felicità di tuo figlio. Osserva in quale situazione si trova più a suo agio e riscontra maggiori vantaggi in crescita, salute e sviluppo delle sue abilità;
  2. le tue possibilità di orari ed economiche;
  3. altri possibili fattori di considizioni speciali, quali necessità di attenzioni particolari o altro;
  4. quali valori sono più importanti per te, come ad esempio l’apprendimento congnitivo, l’educazione, l’affetto per la maestra/tata, la dose di attenzioni ricevute o un misto di tutto e un po’.

Detto questo vediamo insieme la prima opzione.. O meglio, la prima della mia lista se avessi potuto permettermela.

Tata

La tata è una cosa meravigliosa. Ricordata da tanti adulti non come una babysitter, ma come una persona di famiglia che ha insegnato loro a crescere e ad affrontare la vita. Un misto fra una mamma e una nonna con le sue regole da educatrice, il suo meraviglioso cibo e coccole e giochi a tutto spiano.

Peccato che bisogna potersela permettere. Se la tua intenzione è di tornare a lavorare full-time, metti anche in conto che avere una persona a tempo pieno che si occupa esclusivamente del tuo mostriciattolo costerà un bel po’ di soldi. Un’opzione più economica potrebbe essere l’au pair (la ragazza alla pari), con risvolti positivi anche nell’apprendimento di una seconda lingua. Per approfondire questo argomento ti invito a leggere il mio articolo sui bambini bilingue.

I vantaggi d’altro canto sono notevoli:

  • attenzioni esclusive a mirate solo alle necessità di tuo figlio;
  • il cucciolo cresce nell’ambiente di casa sua dove si sente a suo agio e, se avete un giardino o un parchetto a poca distanza, può passare molto più tempo all’aperto nelle belle giornate;
  • orari più flessibili;
  • meno contatto con altri bambini =uguale= meno malattie;
  • creazione di un rapporto di lunga durata e molto più profondo di qualsiasi rapporto si possa instaurare con una maestra d’asilo.
  • Se, per qualsiasi ragione, la tata si prende un giorno di riposo, non la devi pagare per le ore di assenza.
  • Possibilità di insegnargli una seconda lingua fin da piccolissimo.

Ci sono però anche un paio di risvolti negativi:

  • il costo elevato è, per le mie braccine corte, sicuramente il primo della lista;
  • meno socializzazione con altri bimbi della sua età (ma è anche vero che fino ai 2 anni di età non è indispensabile);
  • l’ambiente di casa è rassicurante, ma anche ripetitivo e limitato dopo un po’. Una brava tata saprà creare una stanza attività/giochi che si possa cambiare a piacimento, in modo che ogni tanto il bimbo abbia l’impressione di entrare in una stanza diversa e possa risfoderare le sue capacità esplorative (e distruttive). Ma non sempre questo è possibile;
  • Se non hai il giardino o un parchetto vicino a casa, il tempo all’aperto è limitato oppure devi fidarti a lasciare che la tata si porti il bimbo in macchina per andare al parco;
  • la tata si ammala =uguale= la fine del mondo! Ricordati che ti stai affidando ad un’unica persona che è anche un essere umano. Quindi metti in conto che qualche volta dovrai prenderti un giorno di ferie per sostituirla quando è ammalata.

Questo breve resoconto dovrebbe essere sufficiente per capire se è un’opzione che vale la pena di prendere in considerazione. Ma passiamo alla seconda possibile scelta.

A casa

Lo so, separarsi dal nano è più dura di quanto pensassi. Il pensiero di non tornare a lavoro e rimanere invece a casa per occuparti di lui cresce ogni giorno di più come un virus nel tuo cervello e non riesci a non pensarci. Comprensibile al mille per cento! Ma per ora fai un bel respiro, cerca di tenere il cibo dalla parte giusta dell’esofago e valutiamo insieme i pro e contro, ok?

Vediamo i pro:

  • come per la tata, l’ambiente casalingo e meno malattie sono da non sottovalutare;
  • meno malattie =uguale= meno costi per visite mediche e medicine e più riposo notturno per entrambi;
  • la possibilità di poterti prendere cura di tuo figlio. D’altronde non l’hai mica messo al mondo per poi mollarlo a qualcun altro giusto? Vorrai pure godertelo un po’!!
  • Notevole risparmio;
  • Se stai allattando, risolve mille problemi logistici legati al pompare il latte, etichettarlo, congelarlo e quant’altro. Senza contare che tenere il bagno del posto di lavoro occupato per mezz’ora ogni 3 ore è piuttosto imbarazzante. Fidati che ne so qualcosa.
  • Ultimo ma non meno importante, la gioia di tuo figlio di spendere tutto il tempo che ha con mamma.

Purtroppo, che tu ci creda o no, ci sono anche dei contro ed è mio dovere elencarteli:

  • Non sottovalutare la stanchezza che comporta, soprattutto se stai allattando. Ti consuma le energie e quando arriva il momento di inventarsi nuovi giochi, vorresti invece farti una pennichella. Una persona esterna in questo aiuta tanto;
  • Per quanto l’idea di stare con tuo figlio sia allettante, dopo un po’ ti manchera’ avere del tempo per te, per interagire con altri adulti e per uscire di casa. La famosa “cabin fever” (come la chiamano qui negli USA) non perdona. Ti sembrerà di non fare altro che cambiare pannolini tutto il giorno e l’idea di tornare a lavoro potrebbe sembrarti molto più allettante;
  • Se da un parte risparmi soldi, dall’altra non ne guadagni neanche un po’. Consiglio di fare un confronto di quello che spenderesti con le soluzioni alternative e quanto guadagneresti con il tuo stipendio. Se il tuo stipendio è meno o uguale a quello che ti costerebbe un asilo o una tata, direi che non vale la pena di andare a lavorare per pagare qualcun altro che si prenda cura di tuo figlio. A parità di introioto meglio che te ne occupi tu, dico bene? Per contro, puoi optare per un lavoro da casa. Se la cosa suona interessante ti consiglio vivamente di leggere questo mio articolo.
  • Zero interazione sociale per tuo figlio. Se è vero che fino ai 2 anni di età i bambini non hanno estremo bisogno di socializzare in quanto non capiscono il concetto di condivisione, è anche vero che dopo i 7 0 8 mesi (dipende dai tempi di tuo figlio) l’osservare altri bambini nelle loro attività ha un impatto decisivo nella velocità di apprendimento di alcune capacità come il parlare, mangiare, camminare, correre e altro. Gli incontri casuali al parchetto non contano (non barare!)
  • Per quanto spiacevoli, il prendere qualche malattia rafforza il loro sistema immunitario. Insomma, al momento giusto è meglio non tenerlo sotto una campana di vetro.

Lo so, è dura ammetterlo, ma anche le scelte dettate dal cuore a volte hanno risvolti negativi inaspettati. Ma se i contro del tenere il mostriciattolo in casa non sono abbastanza a fermarti, hai tutto il mio appoggio.
Passiamo quindi alla prossima opzione. Ma attenzione che non è l’ultima!! C’è una scelta alternativa segreta che ti svelerò nell’ultima parte. Quindi non smettere di leggere perchè a breve viene il bello!

Asilo nido

Ah! Qui mi si tocca un nervo scoperto, ma mi rendo conto che non tutte le mamme hanno avuto esperienze negative con il proprio asilo nido quindi rimarrò obiettiva, promesso!

L’asilo è la risposta più comune ai bisogni delle mamme che lavorano. Aperto dal lunedì al venerdì, di solito dalle 6.30 del mattino fino alle 6 del pomeriggio, copre gli orari di ufficio più il tempo speso in macchina. Ma come tutto, ci sono fattori da tenere in considerazione quindi vediamoli insieme.

Lati positivi:

  • Costa sicuramente meno di una tata a tempo pieno;
  • le maestre o educatrici sono specializzate nel campo;
  • gli orari delle attività sono ben strutturate e rispettate con costanza, il che è importantissimo per i bambini;
  • il contatto con altri coetanei ha, come ho accennato sopra, risvolti positivi sull’apprendimento e pone le basi per una più facile socializzazione quando arriverà il momento di metterla in pratica.

Lati negativi:

  • Seppur meno costoso di una tata, ha comunque un costo notevole. Qui negli USA più che in Italia, dove il costo medio dipende da provincia e regione, ma si aggira intorno ai 300 euro al mese, mentre qui negli USA varia dai 400 ai 1500 dollari al mese a seconda del tipo di asilo scelto e dei servizi aggiuntivi che offre (musica, lingua straniera, 1 maestra ogni 3 bimbi, metodo Montessori ecc);
  • Parlando di asili medi che restano nei costi più decenti, le maestre si devono dedicare a 10 o più bambini alla volta (dipende dalle leggi del posto), il che significa che per la maggior parte del giorno tuo figlio non riceverà attenzioni mirate. La cosa non è necessariamente negativa, anzi. Troppe attenzioni possono avere risvolti negativi nell’educazione del bimbo, ma se tuo figlio sta passando una fase importante come la dentizione o il cambio di orari, può avere bisogno di qualche attenzione in più anche solo per riuscire ad addormentarsi e non sempre le maestre super occupate possono permettersi di dare la giusta importanza a queste singole necessità. Il che mi porta al punto successivo.
  • Gli orari prestabiliti sono ottimi, ma in determinate circostanze non vanno bene. Se il nano sta uscendo da un raffreddore o sta buttando fuori i denti potrebbe aver bisogno di dormire di più. Inoltre non c’è transizione da una classe all’altra per cui passa dal poter fare tutte le penniche che vuole nella classe ‘infanti’ a doversi adeguare immediatamente a solo 2 ore di pisolino nella classe da 1 a 2 anni. Non ti dico che shock sia stato per mio figlio che non era pronto, ma solo che le necessità individuali possono essere trascurate. Non in tutti i casi, sia chiaro.
  • Zero flessibilità. Se arrivi 5 minuti in ritardo per colpa del traffico paghi la penale. Se lo porti 10 minuti in ritardo non gli danno la colazione. Eccetera, eccetera. Sono perfettamente consapevole che, se si mettessero a fare eccezioni per tutti sarebbe un disastro per la loro organizzazione quotidiana (soprattutto perchè alcune mamme se ne approfitterebbero subito ahimè), ma ogni tanto chiudere un occhio non farebbe saltare per aria l’edificio, no?
  • Se lavori nel weekend devi trovare una soluzione alternativa. Se anche tuo marito/compagno lavora nel weekend, preparati a spendere più soldi o a cercare un altro lavoro;
  • In caso di giorni di vacanza l’asilo chiude, che tu debba lavorare o no, non gliene può fregare di meno; stesssa cosa per condizioni atmosferiche che possano determinare un pericolo muoversi da casa;
  • e nei casi di chiusura nominati sopra, DEVI comunque pagare la rata settimanale/mensile per intero o perdi il posto. Non importa se hai speso soldi in più per una baby sitter in quei giorni o se hai perso la giornata di lavoro, devi comunque pagare. Se fai una somma dei giorni di vacanza e quello che risparmieresti se non fossi costretta a sborsare, rimarresti basita.
  • Tempi di attesa. Per essere sicura che tuo figlio si aggiudichi un posto nell’asilo che vuoi tu, devi metterti in lista di attesa che potrebbe significare mesi.

Ma ora veniamo alla mia parte preferita. Quella che consiglio a tutte le mamme! Continua a leggere e vedrai!! Rimarrai stupita dalla semplicità della cosa, ma anche felice di sapere che esiste un’alternativa assolutamente fattibile.

La mia storia (in breve) e perchè ho scelto una soluzione diversa.

Senza entrare troppo nei dettagli delle mie esperienze personali, che racconterò meglio in un altro articolo, ti voglio dire brevemente quali sono state le scelte che ho fatto e che raccomando vivamente a tutte le mamme:

  1. sono tornata a lavorare dopo 3 mesi dalla nascita di nostro figlio Ethan, ma solo per 2 giorni alla settimana per tutto il giorno, invece che a giornata spezzata tutti i giorni. La scelta è stata dettata dal fatto che mio marito, essendo un pompiere (o ‘firefighter’ che fa più figo), lavora in rotazione quindi ha dei giorni a casa infra-settimanali e potevamo alternarci.
  2. Il che ci ha permesso di non dover affidare il mostriciattolo a nessuno fino ai suoi 11 mesi di età e non spendere il mio ridotto introito in tate o asili. Per riassumere, l’abbiamo tenuto a casa più a lungo possibile. Oltre a volerci godere i meravigliosi momenti della genitoranza (termine assolutamente inventato), ci siamo risparmiati 11 mesi di raffreddori e costi di pediatra, medicine, eccetera. Inoltre, col culo che abbiamo, Ethan ovviamente ha sofferto di coliche fino a ben 9 mesi di vita (se non ci credi leggi il mio articolo sulle coliche del neonato), per cui aveva bisogno di attenzioni speciali. Nonostante in certi momenti sia stata una tortura, sono felice di essermene occupata personalmente.
  3. A 11 mesi ci siamo resi conto che, non solo il piccolo mini-demolitore era pronto per nuove avventure e diversi stimoli, ma che un introito in più avrebbe reso la vita migliore a tutti. La tata era esclusa per via del costo per cui abbiamo scelto un asilo vicino e con prezzi decenti. All’inizio sembravano essere molto disponibili e professionali, ma col tempo ho iniziato a notare cose che non mi piacevano. Come accennato, non entro nei dettagli (anche per evitare un rigurgito di bile che mi risparmio fino a quando lo yoga e meditazione mi permetteranno di scrivere un articolo a riguardo). Ti dico solo che in 5 mesi si sono accumulati un sacco di rogne e problemi uno dopo l’altro finchè, esasperati, abbiamo deciso di togliere Ethan dall’asilo, con estremo sollievo.

Questa è la mia storia in breve e ti starai chiedendo ” e quindi?”. Te lo dico subito!!

Asilo nido IN CASA.

Avevo sentito dire che esistavano educatrici o baby sitter che tenevano i bambini in casa loro offrendo una soluzione che fosse una via di mezzo fra una tata e un asilo. Nel mio caso specifico, la moglie di un collega di mio marito, educatrice infantile specializzata e con esperienza di lavoro in asili, stava giusto aprendo la sua attività in casa cosi’ l’ho contattata e sono andata a farle visita. La sua scelta è stata dettata dalla maternità in quanto madre di due figlie, di cui una di soli pochi mesi.

La visita è andata benissimo. Ethan si è subito ambientato al punto che non voleva più andare via, la ragazza è dolcissima, competente e abbiamo subito messo in chiaro punti importanti quali:

  • orari;
  • tipo di alimentazione;
  • costi;
  • situazioni particolari;
  • educazione e attività;
  • e altro;

Ed ecco che con questa meravigliosa soluzione Ethan può:

  • usufruire di imput esterni da una terza persona che non siano i genitori;
  • avere a disposizione una stanza giochi attrezzata apposta come negli asili;
  • essere in contatto con altri bambini di età diverse;
  • ricevere attenzioni più personalizzate e flessibili alle sue esigenze in quanto gli asili a casa sono limitati ad un massimo di 5 bambini. Considerando che Joan, la maestra, ha già due figlie, Ethan e altri 2 bambini sono il massimo che potrà mai ospitare. Ad esempio, se il combinaguai non ha dormito bene per via dei dentini o altro, basta dirlo a Joan che sarà più disponibile a lasciarlo dormire un po’ di più o dargli cibo più morbido, eccetera. Il tutto senza scombussolare troppo la sua importantissima routine quotidiana.
  • Evitare di ammalarsi ogni 2 giorni. In caso di malattia Joan non accetta i bambini e, se si dovesse trattare delle sue figlie, mi notifica immediatamente della cosa lasciando a me la scelta di rischiare il contagio o di tenere Ethan in casa. Ovviamente questo si applica solo a cose semplici come raffreddori, mentre in caso di malattie serie mio figlio resta a casa punto e basta.
  • Oltre alla stanza giochi, dispone anche di un ampio e attrezzato giardino per fare tante attività all’aperto al sicuro;
  • un rapporto molto più stretto con la maestra che noi ormai consideriamo essere la sua tata.

E non finisce qui perchè i vantaggi sono anche per mamma e papà:

  • il costo è uguale all’asilo, ma se PER QUALSIASI RAGIONE, Ethan non potesse frequentare uno o più giorni, non siamo tenuti a pagarla per le assenze. I pagamenti sono settimanali, ma il costo è giornaliero. Significa che paghiamo la settimana in anticipo come in un qualsiasi asilo, ma se per imprevisti o malattie Ethan resta a casa, quel giorno ci viene scontato dalla settimana successiva. Una compensazione non da poco.
  • Meno stress e costi dovuti a malattie inutili;
  • maggior tranquillità sapendo che Ethan è in mani fidate;
  • maggior flessibilità di giorni e orari. Cerchiamo di rispettare gli orari prestabiliti, ma se capita l’eccezione, Joan non ci sta col fiato sul collo. Inoltre, quando capita che entrambi lavoriamo nel weekend Joan è disponibile a tenerlo anche il sabato o la domenica, a patto di avere un altro giorno libero. Il che va bene anche a noi perchè non vogliamo che Ethan vada all’asilo per 6 o 7 giorni di fila.
  • Il potersi organizzare meglio sapendo con largo anticipo le necessità di Joan come persona (ad esempio se ha impegni come visite mediche o altro). Fa in modo di dircelo per tempo così che possiamo trovare la soluzione adatta a quel giorno. D’altronde anche lei è una mamma!
  • Ultimo ma, assolutamente primo per importanza, vedere la faccia felice di Ethan quando lo porto a casa sua.

Da allora Ethan è molto più affettuoso e meno scontroso, dorme meglio, si ammala meno e sta imparando molto più in fretta. A 20 mesi conosce alcuni gesti del linguaggio dei segni, per prima cosa va a dare un bacino alla bimba di pochi mesi e sa giocare con i cani rispettando il loro spazio. Insomma è chiaramente più felice e di conseguenza lo siamo anche noi!!

Ed è per questo che, se ne hai la possibilità, ti consiglio vivamente di trovare una soluzione simile. Le esperienze sono tutte molto personali, ma non si possono negari i vantaggi. Non ho elencato gli svantaggi perchè sono già nel resoconto, ma nel mio caso specifico, ogni contro è pesantemente controbilanciato da un pro.

Come vedi io ho scelto un misto di tutte e 3 le opzioni sopra elencate in momenti diversi e per ragioni varie. Ma non tutti i casi sono uguali. Valuta con attenzione tutti i fattori e vedrai che la scelta ovvia apparirà magicamente ai tuoi occhi. E se ne avessi già fatta una di cui non sei convinta, ricordati che non è tardi per cambiare idea. Eventuali disagi sono ancora reversibili. A quest’età i pargoli sono come le mamme… Si adattano (quasi) a tutto! 😉

P.S.= Se hai trovato utile questo articolo non dimenticare di condividerlo!! 😉

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