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Far dormire un neonato tutta la notte – quando iniziare e quali step seguire

bambino che dorme

Come ho insegnato ai miei figli a dormire tutta la notte

Sia dal vivo che su Facebook sento molto spesso di mamme che si chiedono come fare per eliminare i risvegli notturni e insegnare ai loro bambini a dormire tutta la notte. Se anche tu ti stai chiedendo la stessa cosa, tranquilla mamma, ci passiamo tutte. Far dormire un neonato tutta la notte non è cosa semplice. E’ assolutamente normale, ma ti assicuro che il modo c’è senza drammi, pianti o torture medioevali 🙂

Quando rispondo infatti che, seguendo determinati step, ho abituato tutti e 3 i miei figli a dormire tutta la notte a 3 mesi, ottengo sempre le tre stesse reazioni:

  1. Ma che fortuna! Evidentemente i tuoi figli sono predisposti al sonno pesante
  2. Sì ma che tecniche terribili devi aver usato?
  3. Ma che brava!! Come hai fatto?

Ormai mi aspetto una di queste reazioni quasi in automatico 🙂

E così ho deciso di scrivere questo articolo per rispondere a tutte e tre.

La scoperta dell’Elisir di lunga vita

Prima di andare sulle cose tecniche, lascia che ti racconti come e perchè io sia arrivata a mettere insieme tutte queste informazioni e creare un metodo che ho potuto usare con tutti i miei tre figli (di cui due gemelli) e che non prevede nessuna tortura medievale o pianti isterici.

Prima di avere il mio primogenito Ethan, vivevo in un mondo fatato dominato da false credenze comuni come:

  • quando hai figli non dormi più
  • mai svegliare un bimbo che dorme
  • se il bimbo non dorme è perchè sono sfigata e mi è capitato un diavoletto
  • se il bimbo dorme è perchè sono fortunata e mi è capitato l’angioletto
  • e via dicendo

Non giudico quindi le reazioni che ricevo quando sostengo a gran voce di aver insegnato ai miei figli a dormire tutta la notte già da 3 mesi, perchè fino ad un paio d’anni fa avrei detto esattamente le stesse cose.

Mio figlio però era fortemente costipato e questo mi ha portato a prendere appuntamento con una consulente per l’allattamento al seno, per capire cosa potevo fare per risolvere il problema.

Davo per scontato che i suoi problemi a dormire la notte, i risvegli e le continue richieste di attaccarsi al seno durante le ore notturne fossero legati solo ed esclusivamente alla costipazione e coliche.

O semplicemente pensavo che mio figlio fosse continuamente affamato!

Ma mi sbagliavo di grosso!

madre che allatta

La consulente riceveva in gruppi, di conseguenza mi sono ritrovata in una stanza con altre mamme. Chiaccherando del più e del meno sia con la consulente che con il pediatra e altre mamme più “rodate” di me, scopro che l’allattamento ha sì una fortissima componente nel sonno dei bambini quando così piccoli, ma non potevo credere che bastassero solo pochi accorgimenti e tutto sarebbe cambiato così nettamente.

Mi rifiutavo di crederlo perchè non volevo illudermi e perchè era più facile nascondermi dietro le credenze comuni (mio figlio è diverso, è un altro tipo di problema, ecc).

Ma una vocina curiosa dentro di me mi diceva che chiedere più info non costava nulla.

Qui subentra la consulente, la mia eroina, che mi spiega passo per passo come l’allattamento, insieme ad altri step ben precisi, se fatti in modo mirato possano fare la differenza e mi spinge ad informarmi su determinati argomenti e a provare a metterne in pratica alcuni.

Dopodichè interviene anche il pediatra che mi illumina con nozioni interessanti su come funziona il ciclo del sonno dei neonati, quando cambia e cosa fare per superare le difficoltà che si incontrano. Anche lui mi incoraggia a fare ricerche.

Sempre un po’ scettica, ma così ho fatto. Sono andata a casa, ho studiato, ho letto ogni articolo di tutti i siti più autoritari in materia e mi sono appassionata all’argomento perchè iniziava ad avere assolutamente senso.

Ho preso nota di tutte le cose che avrei dovuto fare e, uno alla volta, ho introdotto cambiamenti nelle nostre abitudini.

A questo punto inizio a vedere dei miglioramenti e la cosa mi incoraggia a continuare. Ma ci sono ancora due step più importanti da portare a termine e per qualche ragione (forse stanchezza o forse scetticismo) esito.

Nel frattempo mio figlio compie 3 mesi e, nonostante i miglioramenti, capisco che il non poter dormire pacifico non è una tortura solo per me, ma soprattutto per lui.

Questo, più di ogni altra cosa, mi spinge a tirarmi su le maniche e provare anche gli step più ardui.

Nel giro di una settimana dormivamo già 2 o 3 ore in più rispetto a prima e nel giro di un mese (quello più cruciale per un bambino per motivi che vedremo fra poco) dormivamo regolarmente 8 ore a notte. E non le SUE 8 ore, ma le MIE!

Pur andando a dormire ad orari ben diversi infatti, potevo far coincidere le mie 8 ore di sonno con l’unica lunga tirata di sonno che un bambino di quell’età è in grado di fare.

Per me è stato un miracolo che diveniva realtà! Soprattutto perchè Ethan era ben lontano dall’aver risolto con la costipazione. Migliorato sì, ma ancora dentro con tutti i piedi.

E così ho scritto tutto. Non mi aspettavo i gemelli, ma sapevo che avrei voluto altri figli in futuro e dovevo assolutamente fare tesoro di ciò che avevo imparato.

Per quanto mi riguardava, gli step che avevo messo insieme erano come la scoperta dell’elisir di lunga vita.

E adesso proverò a passarti alcuni dei concetti più importanti. Tieni in considerazione che l’argomento è lungo ed è per questo che ho finito per scriveere un ebook che spiega passo per passo come far dormire il tuo bambino tutta la notte.

Come dormono i neonati VS gli adulti

baby, newborn, infant

Il sonno dei bambini fino alle 12 settimane di vita è ben diverso da quello degli adulti.

Passano infatti la maggior parte del tempo addormentati in un sonno profondo e il restante del tempo nella fase REM per poi rimanere svegli e attivi per poco tempo, abbastanza per nutrirsi e disfarsi dei bisognini.

Il tempo da svegli e attivi gradualmente aumenta, così come la loro capacità di interagire e scoprire il mondo che li circonda, ma resta il fatto che fino ai 3 mesi circa (alcuni un po’ prima e alcuni dopo) il loro ciclo del sonno è sempre lo stesso:

  1. Sonno profondo
  2. Fase REM
  3. Svegli e attivi

Dove il sonno profondo e fase REM si alternano finchè il bimbo non si sveglia, di solito perchè ha fame o va cambiato, ma a volte anche per altre cause che andremo a vedere meglio.

Mentre per un adulto funziona diversamente e le fasi includono:

  1. Fase di addormentamento
  2. Fase di sonno leggero
  3. Sonno profondo
  4. Fase REM
  5. Svegli e attivi

Dove, dopo la fase di addormentamento, le fase di sonno profondo, REM e sonno leggero si alternano a ciclo fino al risveglio completo (non in quest’ordine preciso).

Perchè specifico “risveglio completo”?

Perchè un adulto in realtà si sveglia mediamente 3 o 4 volte ogni notte quando passa dalla fase di sonno leggero alla fase successiva.

Solo che l’adulto ha imparato a gestirla ed è diventato facile nel tempo rimettersi immediatamente a dormire al punto che non ci ricordiamo neanche di esserci svegliati.

Questo è importante perchè spiega perchè tuo figlio, che fino al giorno prima ti crollava fra le braccia dopo ogni poppata e non si svegliava neanche se passava un treno, il giorno dopo inizia a svegliarsi per ogni stupidata.

Intorno al quarto mese infatti, il bimbo sperimenta la fatidica regressione del sonno perchè il suo ciclo del sonno inizia a cambiare e ad assomigliare sempre di più a quello degli adulti.

La fase REM si riduce dal 50% al 25% per fare spazio alla fase di addormentamento e alla fase leggera, dove il suo sonno è più vulnerabile e soprattutto che non sa come gestire quando si presenta nel bel mezzo della notte.

Un’altra differenza fondamentale è che le fasi leggere del sonno per un bambino sono fasi ATTIVE. Questo significa che il bambino si muove, fa versi e potrebbe anche piangere brevemente. Ma non lasciarti ingannare perchè sta comunque dormendo!

Ed è così per tutti i neonati. Se tuo figlio nei primi due mesi si sveglia troppo spesso, vuol dire che c’è qualcos’altro che lo disturba tipo coliche, reflusso o altro.

Vedremo insieme alcuni rimedi alle cause più comuni a queste cause, ma se sei preoccupata che possa essere altro (vedi allergie o problemi di salute) consiglio vivamente di chiedere al tuo pediatra perchè il sonno per loro è una componente fondamentale per una crescita sana.

Perchè è importante insegnare ai neonati a dormire tutta la notte il prima possibile

Come appena accennato, un buon sonno ristoratore è fondamentale per il tuo neonato.

Gli permette di crescere fisicamente, immagazzinare le informazioni e input ricevuti durante la giornata (fase REM), recuperare le energie per imparare cose nuove il giorno e tanto altro ancora.

Sappiamo bene che il sonno però è fondamentale anche per gli adulti. La mancanza prolungata di sonno può infatti causare problemi psicologici e di salute non da poco. Non a caso è purtroppo usata come tortura. I consulenti del sonno dei bambini infatti hanno un gran da fare ultimamente

E’ fondamentale quindi che anche le mamma e i papà tornino a dormire ALMENO 6 ore a notte il prima possibile, se 8 ancora meglio.

Ricordati che oltre alle tue necessità, ora ti stai anche prendendo cura di un altro piccolo essere umano che dipende totalmente da te. Hai bisogno delle tue energie sia fisiche che mentali!

Per me personalmente, da mamma lavoratrice ed avendo un business online da portare avanti, non era solo un bisogno fisico, ma anche una necessità per poter tornare a lavorare. Ma sto divagando 🙂

Torniamo a vedere come si fa a far dormire un neonato e quali ostacoli potremmo incontrare.

Capire le cause e quali accorgimenti puoi mettere in pratica fin dalle prime settimane di vita

Abbiamo visto che i neonati, nella prime 6-10 settimane di vita, dormono facilmente e profondamente per la maggior parte del tempo.

Non tutti i bambini però sono uguali e in alcuni casi ci potrebbero essere difficoltà fin dai primi giorni di vita.

Ho già raccontato di Ethan, ma con i gemelli poi non ne parliamo. Uno con le coliche, l’altro con reflusso. Senza contare che sono molto diversi fra di loro e non attraversano mai le stesse fasi di crescita in contemporanea. Con loro ho dovuto mettere in pratica accorgimenti aggiuntivi.

Ma nonostante tutti questi ostacoli, a 2 mesi e mezzo hanno iniziato a dormire 6 ore filate ogni notte e un paio di settimane dopo sono diventate 8 ore (chiaramente salvo eccezioni come raffreddori, sbalzi di crescita, eccetera. Ricorda: la flessibilità è la chiave numero uno per il successo)

E’ importantissimo infatti identificare quali sono le cause che disturbano il sonno del tuo piccolo, al fine di capire come agire di conseguenza:

  1. sbalzi di crescita/cambiamenti
  2. cause mediche
  3. gas e coliche
  4. allattamento
  5. posizione
  6. atmosfera

Sbalzi di crescita e cambiamenti

Per gli sbalzi di crescita, cambiamenti importanti (come ad esempio quando sposti tuo figlio dalla culletta affianco al letto alla culla) c’è poco che tu possa fare.

Se hai instaurato buone abitudini fin dalle prime settimane sarà più facile attraversarle, ma non è il momento giusto di introdurre altri cambiamenti nelle sue abitudini.

Tieni duro qualche giorno e poi potrai iniziare o ricominciare a seguire gli step.

Cause mediche

Per cause mediche consulta il pediatra, sarà lui a dirti come muoverti meglio.

Non c’è davvero molto altro da aggiungere a riguardo se non quello di seguire il tuo istinto di mamma e non farti problemi a chiamare il pediatra se hai dubbi.

“Better safe than sorry” come dicono qui 🙂

Gas e coliche

Questo è un argomento lungo e che coinvolge diverse teorie.

Ci sono diversi accorgimenti che puoi prendere per soppravvivere alle coliche del neonato, ma considera che quando inizierà a muoversi di più sarà più semplice.

Cosa mangi durante l’allattamento o la sensibilità a certi tipi di latte in polvere potrebbero essere alcune delle cause, ma a volte è semplicemente così e basta.

Un bambino ingerisce aria in mille modi: piangendo, succhiando il latte, succhiando il ciucciotto e via dicendo. Non c’è modo di bloccarli tutti e il gas è in realtà fondamentale per i movimenti intestinali.

Purtroppo però a volte causa dolore ed è su quello che ti devi concentrare aiutandolo ad imparare a passare il gas in modo naturale e soprattutto a liberarsene il più possibile prima di andare a dormire

Allattamento

L’ Allattamento è un discorso lungo che ho approfondito nei dettagli nel mio ebook.

Ci vuole una routine precisa combinata con accorgimenti, quando necessario, per ridurre la comparsa di coliche e gas.

Aspettare che il bimbo si svegli affamato, per esempio, è altamente sconsigliato. Quando sono molto piccoli potrebbero dormire troppo e quando crescono hanno bisogno di una routine specifica se vuoi che dorma tutta la notte.

Posizione per far dormire un neonato

Tendenzialmente i neonati molto piccoli dormono facilmente ovunque, nell’ovetto, nella culletta, in braccio, eccetera.

Ma in alcuni casi è più facile che si addormentino se per esempio fasciati per evitare il riflesso di Moro, o in una sdraietta vibrante e così via.

Quando però crescono queste abitudini vanno eliminate ed è fondamentale che dormano sdraiati sulla schiena, o sulla pancia se supervisionati (per esempio per i pisolini).

Questo sia perchè fortemente raccomandato dai pediatri per ridurre il rischio di soffocamento, sia perchè la colonna vertebrale e le ossa hanno bisogno di distendersi per crescere sane.

Atmosfera ideale

Anche per l’atmosfera bisogna fare una distinzione per età.

Mentre nelle prime settimane è necessario prendere provvedimenti per aiutarlo a distinguere il giorno dalla notte, quando passano i 2 mesi circa è importante cambiare questa routine e il metodo ti spiega come fare entrambe le cose passo per passo.

Buio e rumore bianco sono solo alcuni degli accorgimenti che puoi prendere per creare l’atmosfera perfetta per il tuo bimbo in fase di crescita e non solo di notte, ma per tutte le pennichelle.

Come fare addormentare un bambino da solo

Quando il ciclo del sonno inizia a cambiare tuo figlio potrebbe far fatica ad addormentarsi da solo.

L’arrivo delle fasi più leggere del sonno lo lascia spaesato e non sa come gestirle.

Il metodo prevede infatti che tuo figlio impari a rilassarsi e cadere addormentato da solo, introducendo piccoli cambiamenti in tanti diversi aspetti della sua routine, fino al momento in cui lo dovrai mettere nella culla ancora sveglio.

Vorrei poterti dire che ti basterà iniziare a mettere tuo figlio nella culla e aspettare che si addormenti, ma purtroppo non è così semplice. Soprattutto se vuoi evitare pianti e stress.

Dovrai modellare la sua giornata sotto quasi tutti gli aspetti per rendere il processo più sereno possibile.

Non tutti i modi coinvolgono necessariamente il prenderlo in braccio quando piange perchè quando si trova in una fase leggera del sonno in realtà non fai altro che svegliarlo del tutto, non dandogli il tempo di imparare a rimettersi a dormire da solo

Come addormentare un neonato senza seno

Far dormire un neonato senza offrire prima il seno è forse la sfida più grande, o almeno lo è stata per me con il mio primo figlio che cercava tanto conforto.

Adesso alle mie orecchie la frase “addormentare un neonato senza seno” suona quasi come una contraddizione perchè, come già accennato, l’allattamento ha un ruolo cruciale per far dormire i bambini tutta la notte, solo non subito prima della nanna 🙂

E’ importante infatti stabilire una routine mirata, dove gradualmente si eliminano sia la poppata pre-nanna che le poppate notturne e le si sostituiscono con quella che io chiamo La Poppata della Buonanotte, per poi eliminare anche quella quando tuo figlio sarà in gradi dormire 10 ore senza aver bisogno di mangiare.

Questo step del metodo è stato quello che mi ha fatto cadere la mascella a terra per lo stupore, ma soprattutto per l’efficacia!!

Con la poppata della buonanotte infatti, non solo potrai aiutare tuo figlio ad imparare come addormentarsi da solo e senza seno, ma anche a far coincidere le tue ore di sonno con la sua tirata di sonno più lunga!

Una vera rivoluzione, vero?? 🙂

Ci vuole metodo per far dormire un neonato (la fortuna c’entra ben poco)

Ammetto che con il mio primo figlio la cosa sia stata più difficile dovuta all’inesperienza e poche conoscenze in merito. Avrei pagato per avere una guida che mi spiegasse cosa stava succedendo e come fare per aiutarlo a dormire tutta la notte indisturbato (e di conseguenza anch’io).

Soprattutto perchè qui negli USA la maternità dura solo 3 mesi e quindi avevo necessità di tornare a dormire il prima possibile.

Le ho provate tutte, inclusa la tecnica tanto discussa del lasciarlo piangere per un minuto per poi consolarlo per un altro minuto e così via (l’inesperienza te le fa provare tutte).

La tecnica ha funzionato inizialmente, ma dopo aver fatto ricerche più approfondite non solo ho scoperto che c’erano opinioni controverse su quanto fosse stressante per il bambino, ma anche che c’erano ben altri metodi che non coinvolgessero pianti e stress.

E così ho studiato, ho preso nota, ho provato e sperimentato finchè non ho trovato l’equilibrio perfetto. Nell’arco di un mese mio figlio dormiva come un ghiro tutta la notte, con le sole eccezioni in caso di raffreddori o dentizione e cose così.

Finalmente anch’io sono potuta tornare ad avere orari umanamente sopportabili!

Il metodo infatti funziona anche se NON si inizia dalle prime settimane di vita. Non è mai tardi per cominciare, mamma!! Far dormire un neonato non è impossibile, vedrai.

Ho messo insieme 15 step attentamente intrecciati fra di loro per portare progressivamente i miei bambini a dormire tutta la notte senza forzature o pianti.

Ma soprattutto per prepararli alla regressione del quarto mese quando il loro ciclo del sonno inizia a cambiare. In questo modo, ero dentro e fuori dalla regressione nel giro di 3 giorni con entrambi i gemelli. Hurràààà!!

E’ infatti importante che quando tuo figlio piange tu vada da lui. E’ il loro modo di esprimere un bisogno primario e tu devi rispondere.

Detto questo però, ci sono diversi modi di rispondere a seconda di quale sia il bisogno. Se ha fame lo devi nutrire, se ha il pannolino sporco lo devi cambiare, se si sente spaesato devi fargli sentire la tua presenza, se è malato lo devi curare e confortare. E via dicendo.

Seguendo questo metodo passo a passo, i miei gemelli di 4 mesi ora dormono tutta la notte indisturbati, salvo chiaramente eccezioni come raffreddori e sbalzi di crescita che sono totalmente normali.

Ma una o due notti difficili si possono gestire giusto mamma? Mentre mesi e mesi di pianti, risvegli, urla, frustrazione e non saper che pesci pigliare sono tutta un’altra storia.

Scarica gratuitamente il mio ebook con i 15 step per far dormire i neonati tutta la notte e non scordarti di lasciarmi un commento e condividere le tue esperienze! 🙂

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