Induzione naturale del parto-I metodi e perche’ non hanno funzionato con me

Se sei approdata qui e’ perche’ la data prevista per la nascita del fagiolo e’ gia’ bella che andata e inizi a chiederti cosa puoi fare per stimolare un’ induzione naturale del parto. Credimi ne so qualcosa!! Ethan, mio figlio, se ne stava talmente comodo ammollo nella placenta che non ne voleva sapere di venire fuori. Se da una parte volevo aspettare che le cose avvenissero nel modo piu’ naturale possibile, dall’altra non ce la facevo piu’ e ovviamente non volevo mettere a rischio la salute del mostriciattolo. Se anche tu ti trovi vicina a questo bivio ti consiglio di leggere fino alla fine.

La durata media della gravidanza e’ di 40 settimane, ma fino alle 42 settimane non e’ considerata “a termine” nel senso urgente della cosa. Questo significa che a 40 settimane, se il bimbo non da’ segni di voler nascere, l’ostetrica/ginecologo iniziera’ a proporre alcuni “aiutini” esterni, prima di considerare l’induzione farmacologica.

Ovviamente…

…Qui vogliamo sempre essere speciali, di conseguenza la mia situazione familiare era un po’ fuori dal comune e vedrai alla fine il perche’. Lasciami quindi elencare (non in ordine di importanza) gli “aiutini” che mi sono stati proposti perche’ c’e’ da ridere e piangere:

  1. Ovviamente riposo, bere tanto, rilassarsi eccetera, eccetera;
  2. Stimolazione dei capezzoli;
  3. olio di ricino;
  4. tisane varie ed eventuali;
  5. esercizi con o senza fit-ball (se non sai cos’e’ clicca qui);
  6. massaggi;
  7. mangiare datteri;
  8. cibo piccante;
  9. agopuntura;
  10. sesso.

Ti prego, se vuoi farti una risata, tieni a mente che mia madre era venuta a trovarmi qui negli USA per le ultime settimane di gravidanza e che, ovviamente, mi ha accompagnata alle visite ginecologiche.

Come accennato, l’induzione farmacologica e’ sconsigliata finche’ non si arriva molto vicini alla 42esima settimana quando i rischi di complicanze aumentano. I motivi sono molteplici e decisamente giustificati, ma non ti preoccupare. Se dovessi arrivare a dover usufruire di questa ultima risorsa, sappi che io ci sono passata ed e’ andato tutto bene. Inoltre tieni presente che i motivi per cui non hanno funzionato nel mio caso (che scoprirai alla fine della lista in dettaglio), sono piuttosto unici. Quindi se il dottore arriva al punto di consigliarti alcuni di questi metodi, vai serena e senza scetticismo. Quello che non funziona per me, potrebbe tranquillamente andare bene per te.

Lo so che sei alla 40sima settimana e pensi che non ci sia un beneamato da ridere al momento, ma la mia esperienza ti fara’ cambiare idea..

Allora:

  1. Riposo, idratazione e relax sono ovviamente necessari in ogni fase della vita, figurati quando hai un piccolo ‘alien’ che ti cresce nel ventre. In questo caso raddoppia del dosi di tutto. Nella mia situazione era impossibile, l’unica cosa che potevo fare era idratarmi il piu’ possibile quindi andavo in giro con taniche d’acqua.
  2. Stimolazione dei capezzoli. Senza doverti ricordare che mia madre era presente mentre l’ostetrica mi MOSTRAVA la miglior tecnica di massaggio areolare, devo anche aggiungere il perche’ sapevo gia’ che non avrebbe fatto molta differenza. Devi sapere che la tecnica ha come scopo quella di stimolare la produzione di ossitocina, ovvero l’ormone che provoca le contrazioni e la produzione lattea. Io ho avuto le prime contrazioni al settimo mese. Oltretutto, producevo latte da prima ancora di sapere di essere incinta quindi direi che l’ormone era gia’ bello che presente nel mio organismo senza bisogno di stimolarlo ulteriormente. Ma non mi costava molto provare tutto sommato quindi, che tu ci creda o no, l’ho fatto…Niente!
  3. Olio di ricino. NEANCHE MORTA! Ecco, ho gia’ detto tutto. Non ho avuto nausee durante il primo trimestre, me le faccio venire a un passo dal traguardo?? Ma pensa te…
  4. Tisane varie ed eventuali. Qui gia’ si inizia a ragionare. Ho preso appunti (nonostante i capezzoli ancora indolenziti) e mi sono informata online. Ci sono studi sull’effetto benefico di alcune tisane e non mi dispiace mai bere infusi di erbe, se sono naturali e dall’effetto comprovato. Cosi’ ne acquistate un paio e ho fatto i compiti a casa. Anche qui pero’ nada, nisba, nulla di nulla.
  5. Esercizi con o senza fit-ball. Non avevo la fit-ball ma so bene i benefici che puo’ dare avendo praticato sport per tutta la vita (e anche insegnato per alcuni anni). Cio’ nonostante sono stata poco diligente e non l’ho acquistata (mancanza di tempo… Abbi pazienza, capirai fra poco!). Camminare tanto era il secondo consiglio! Ah!! Quello di sicuro non e’ mancato! Ma nonostante questo, la dilatazione era ancora pari a zero!
  6. Massaggi. Eh magari. Se ne hai la possibilita’ ti consiglio di provarli. Oltre a rilassarti, si innestano una serie di meccanismi circolatori e di purificazione delle ghiandole linfatiche che migliorano la produzione ormonale e l’eliminazione delle scorie. Inoltre ci sono proprio massaggi specifici per l’induzione del parto che stimolano l’inizio delle contrazioni, magari anche con l’uso di olii essenziali benefici. Io pero’ non avevo tempo neanche per questo.
  7. Mangiare datteri. Quando l’ha detto pensavo di non aver capito bene. Le ho chiesto di ripetere e poi non contenta le sono scoppiata a ridere in faccia. Ridendo con me mi ha spiegato che, per quanto assurdo possa sembrare, studi hanno dimostrato che aiuta. E soprattutto riduce la possibilita’ di complicanze durante il parto. E via alla cassa con 10 buste di datteri!
  8. Cibo piccante. Benche’ mi piaccia un po’ di piccantino qui e li’, non posso esagerare perche’ mi da i bruciori di stomaco. Ma un po’ di peperoncino nella spaghettata perche’ no?! Purtroppo pero’ anche questo non e’ servito un granche’.
  9. Agopuntura. Per quanto sia una pratica che ha sempre stimolato la mia curiosita’, purtroppo e’ anche piuttosto costosa (perlomeno qui negli USA) e devi anche essere sicura che sia fatta nel modo giusto. Se normalemente l’unico modo per scoprirlo e’ quello di provare, io personalmente non me la sono sentita di fare il primo esperimento in gravidanza. Se pero’ tu hai gia’ un agopunturista di fiducia, chiedigli consiglio su questa tecnica e poi fammi sapere. Sia mai alla prossima gravidanza…
  10. Sesso. Ehm… Volevo farle notare che mia madre era seduta li’ a un metro di distanza (e per di piu’ capisce benissimo l’inglese), ma siamo nel 21simo secolo quindi ho cercato di non fare la bigotta. D’altronde me lo stava prescrivendo l’ostetrica. Il motivo e’ perche’ lo sperma contiene prostaglandine che dovrebbero aiutare nella dilatazione. Oltretutto l’orgasmo aiuta nell’induzione delle contrazioni quindi perche’ non unire l’utile al dilettevole, giusto?

Ma qui si svela il mistero…

… Del perche’ nessuno dei metodi abbia funzionato per me. Iniziamo dal numero 10, ovvero il sesso. Devi sapere che mio marito, da bravo egocentrico che e’, ha deciso bene di farsi venire l’apendicite acuta a pochi giorni dalla data prevista per il parto. E’ stato operato per un soffio e, per fortuna, e’ andato tutto bene. Cio’ nonostante puoi immaginare i livelli di stress e di fatica fisica nel fare avanti e indietro dall’ospedale. Senza contare che il sesso era fuori questione. Quando l’ostetrica con un bel sorriso mi ha buttato li’ il consiglio del secolo pensando di farmi felice, mi e’ toccato invece spiegarle che pochi corridoi piu’ in la’ della stessa struttura medica c’era mio marito ricoverato. Beh.. Non sapevamo se ridere o piangere.

Non contento, una settimana dopo essere stato dimesso, ancora non mostrava i miglioramenti che mi aspettavo quindi preoccupata chiamo il dottore che mi dice di portarlo immediatamente in ospedale. Le mie paure erano fondate in quanto stava sviluppando due (non uno perche’ sarebbe troppo poco) ascessi e dovevano essere assolutamente drenati per evitare gravi complicazioni. Anche qui preso appena in tempo.. E ovviamente alle 2 del mattino. Ti chiedevi perche’ non potevo riposare, rilassarmi o farmi massaggiare dalla mattina alla sera? Ecco perche’! Ero talmente tesa che il mio pavimento pelvico si e’ chiuso a riccio in segno di protesta.

E questo e’ il motivo per cui tu non dovresti assolutamente lasciarti scoraggiare dalla mia esperienza e seguire il piu’ possibile i consigli sopra elencati. Ma e’ importante che tu non faccia niente prima di ricevere precise indicazioni dalla tua ostetrica o ginecologa. Solo loro sanno le giuste tempistiche e quali di questi metodi di induzione naturale del parto possono essere piu’ o meno consigliati nel tuo specifico caso. Tieni sempre presente che, in situazioni ‘normali’, il frutto cade dall’albero quando e’ pronto, quindi non mollare proprio ora. Magari ti si romperanno le acque mentre stai andando ad acquistare la fit-ball.

Ognuno di questi metodi potrebbe aiutarti ad evitare l’induzione farmacologica quindi da brava mammina, ti dovrai tirare su le maniche e provarle tutte. Vedrai che a breve la pancia sara’ andata e potrai tornare ad allacciarti le scarpe da sola!!

PS= Se vuoi sapere come si conclude la storia ecco un breve riassunto:

  • prenoto l’induzione farmacologica nello stesso giorno in cui mio marito si faceva togliere il drenaggio dalla chiappa (si hai capito bene!);
  • mi presento all’ospedale e iniziamo la procedura;
  • dopo 18 ore di contrazioni indotte, ancora nessuna dilatazione quindi arriva l’ostetrica che tenta lo scollamento “gentile” della membrana tramite palloncino d’acqua. Ma siccome sono sfigata di natura il palloncino non regge, quindi vai di scollamento manuale. Dopo aver tentato di uccidere l’ostetrica a calci in faccia per il dolore mi sono messa l’anima in pace a ritmo di contrazioni;
  • Dopo altre 18 ore e’ arrivato Ethan. A quel punto induzione, ostetrica e pure i datteri erano ormai i miei migliori amici.

Tutto dimenticato… O quasi… Finche’ ad Ethan non sono iniziate le coliche del neonato.. Ma ci adattiamo a tutto!

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