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Lavorare da casa come editor grazie alla passione per la lettura – Annalisa ci racconta come

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Annalisa, mamma di due bimbi piccoli, trasforma la sua passione per la lettura in un lavoro da casa: oggi è editor freelance ed editore (fondatrice di due case editrici)

Hai presente il vecchio detto “con la passione non si porta a casa la pagnotta?”. Da sempre c’è chi sostiene che sia impossibile trasformare le proprie passioni in un vero e proprio lavoro e io da sempre sostengo come invece sia assolutamente possibile con gli step giusti, soprattutto con l’avvento dell’era digitale. Prova a pensare alla cosa che ami di più fare. Ora immagina poterla fare tutti i giorni per guadagnarti da vivere.

Certo lavorare da casa ha i suoi pro e contro e non è sempre per tutti, ma c’è una ragione se sempre più mamme hanno deciso di sfruttare i benefici dell’era digitale per poter fare un lavoro che amano e/o avere la flessibilità di cui hanno bisogno per non sentirsi costrette a trascurare la famiglia.

Oggi, a dimostrazione di come sia possibile, voglio presentarti Annalisa, editor e proofreader freelance e fondatrice di, non una, ma ben due case editrici. Ah, e chiaramente è anche mamma di due bimbi piccoli 🙂

Prima di passare a conoscere meglio Annalisa e la sua forte intraprendenza, vorrei ancora una volta fare una breve introduzione.

Ho creato questo progetto di collaborazione con tantissime mamme che hanno scelto di lavorare da casa allo scopo di fornire aiuto e inspirazione a te che vuoi crearti un lavoro da casa ma non sai da dove cominciare. A te che sei in dubbio se sia davvero possibile reinventarsi e mettersi in gioco nel digitale solo con le tue capacità e passioni. E infine per te, che stai cercando una via d’uscita da un lavoro che non ami o una situazione economica precaria. Spero quindi che le storie di queste stupende e intraprendenti mamme possano diventare il tuo inizio o la scintilla per fare quel primo passo che tanto desideri.
Siamo anche oneste e non indoriamo la pillola per nessuno. Queste mamme si sono fatte il mazzo, niente è piovuto da cielo.. Ma sono la dimostrazione vivente che i sogni e le passioni si possono trasformare in molto di più.

Detto questo, passiamo subito a conoscere Annalisa e come abbia scelto di lavorare da casa come editor grazie alla sua passione per la lettura, per poi diventare anche imprenditrice e fondare le sue case editrici.

La parte che preferisco di questa intervista? Il messaggio che vuole trasmettere ai suoi figli (sorry, dovrai leggere per capire di cosa parlo:) )

Ciao Annalisa, ci racconti un po’ chi sei e com’è iniziata la tua storia da editore e correttore di bozze?

Ciao! Sono Annalisa, 36 anni, sposata con Carlo e mamma di Davide (quasi 5 anni) e Nicolò (9 mesi). Abitiamo in un paesino della collina ligure, affacciato sul mare: Breccanecca, nei dintorni di Portofino. Siamo immersi nella natura, abbastanza per poter lasciare i bambini a giocare liberamente tra giardino e bosco, ma anche abbastanza vicini alla città per non dover percorrere chilometri prima di trovare un negozio di alimentari. Il bello della Liguria.

Ho poche forti passioni, ma cerco di coltivarle il più possibile: prima tra tutte la lettura (che si è trasformata in lavoro), poi le passeggiate, soprattutto in montagna e lontane dal caos cittadino. Non sopporto le urla e le resse. Non a caso, seppur vivo al mare, per me è vivibile solo in inverno!

Oggi sono editore (ho due case editrici), correttrice di bozze, editor freelance, specializzata in editoria digitale, organizzatrice di eventi e chi più ne ha più ne metta.

Nota: leggi il mio articolo per saperne di più sui lavori freelance online più richiesti perfetti per le mamme

Cosa ti ha portato a scegliere di lavorare da casa come editor e quali step hai dovuto compiere?

Il tipo di lavoro che faccio me lo ha permesso fin dall’inizio, quando ancora non si parlava di smartworking. Per lavorare mi servono solo un computer e la connessione a internet. Poi con il tempo sono arrivati anche uno schermo più grande e la stampante, ma potrei tranquillamente lavorare in mezzo al bosco!

Dopo la laurea al Dams ho lavorato per qualche anno in libreria. Fin dai tempi dell’università la passione per i libri è cresciuta dentro di me (avevo un elenco lunghissimo di libri – aggiornato quasi quotidianamente – che portavo in biblioteca e Loredana, la bibliotecaria di allora, si faceva in quattro per procurarmeli, anche dalle altre biblioteche!), fino a che è proprio scoppiata durante gli anni in libreria.

Non ricordo esattamente come sia successo, ma ho iniziato a seguire dei corsi specifici, primo tra tutti uno sulla correzione delle bozze. Già allora online! Da lì è stato un susseguirsi di corsi, workshop, master in editoria. Come primo approccio con una casa editrice ho iniziato a redigere schede di valutazione sui manoscritti, fino a che un giorno mi son detta: “Beh, per lavorare gratis per gli altri, tanto vale che lo faccia per me stessa!”. E così ho iniziato a informarmi su cosa dovessi fare per aprire una casa editrice. Ho lasciato il lavoro in libreria e l’ho fatto: è nata Panesi Edizioni. Era il 2014.

Con il tempo mi sono migliorata, ho migliorato il mio metodo di lavoro e di valutazione, ho dedicato (e dedico ancora) molto tempo alla formazione, soprattutto negli ambiti in cui non sono una volpe (social media e grafica, ad esempio).

Negli ultimi due anni è arrivata anche la collaborazione con una mia amica e collega, Virginia Leoni, in un’attività di editoria e comunicazione (Aperta parentesi {comunicazione}, da cui è nato anche un Workbook per aspiranti scrittori, il primo di una serie) nella quale ci occupiamo di servizi editoriali, social media, copywriting ed eventi culturali, e poi la nascita di AltreVoci Edizioni, marchio editoriale creato insieme a tre super professionisti del settore (Marco Paganini, Francesco Grandis e Aldo Boraschi).

E poi c’è LiB – Libri in Baia, una fiera dell’editoria per autori ed editori che ho organizzato per tre anni (prima che il Covid ci fermasse) insieme a due strepitose donne Nicoletta Salamone e Nicoletta Battilana, presso la Baia del Silenzio di Sestri Levante (da cui è nata l’idea del nome).

Scrivo anche sul blog di letture e lifestyle di Virginia, Le Recensioni della Libraia: le mie non sono vere e proprie recensioni, preferisco chiamarle opinioni. Ho sempre avuto difficoltà nell’esprimere attraverso la scrittura concetti più lunghi di un post di facebook (ribadisco sempre che io non sono una scrittrice, ma un’editor, editore, ecc.), e l’impegnarmi per scrivere quegli articoli sui libri che leggo è per me una palestra molto utile.

Se dovessi mettere sul piatto i pro e i contro di quasi dieci anni di carriera, sicuramente la bilancia penderebbe sui pro. Nonostante la mia famosa e proverbiale asocialità (ligure di campagna fin nel midollo), in questi anni ho conosciuto persone eccezionali, stretto rapporti che sono andati, e vanno tuttora, oltre l’attività lavorativa. Ho imparato tante cose, sia da autodidatta (ne vado fiera) sia grazie allo scambio con altri professionisti del settore. Tantissimi autori vengono da me e mi ringraziano per aver esaudito i loro sogni: non credo di far chissà cosa, ma la felicità che si legge nei loro occhi quando hanno in mano il loro libro è benzina che mi fa andare avanti nonostante tutte le difficoltà. Perché essere libere professioniste in questi anni non è per niente facile, soprattutto nel mondo della cultura.

Per farla breve, credo innanzitutto che sia necessario tanto spirito d’iniziativa, tanta passione e forza di volontà. E voglia di imparare. Prima di buttarmi in questa avventura mi sono informata, ho seguito corsi, ho imparato “a fare”. Certo, col tempo ho modificato alcuni processi lavorativi, però ho sempre dato importanza alla formazione continua, anche perché i programmi che uso cambiano, i social cambiano, il settore è in continuo movimento.

E infine, mantenere sempre i piedi per terra e fare un passo alla volta.

Come riesci a conciliare la tua carriera da editor con la vita di mamma?

Devo dire innanzitutto che ho la fortuna di avere il grande aiuto di mia madre e di mia suocera. Senza di loro probabilmente farei molta più fatica, soprattutto con bambini così piccoli.

Detto questo, il mio studio/ufficio per me è un luogo sacro che posso godermi fino a metà pomeriggio, quando figlio grande e nipoti tornano dall’asilo e da scuola. Da lì diventa un po’ più difficile (Mamma mi stampi un disegno? Zia, pure a me!), fino a quando rientrano dal lavoro mia sorella o mio cognato, e allora tutti giù di sotto, e riesco a lavorare ancora un’oretta prima di cena.

Poi ci sono periodi in cui il lavoro è tanto e le scadenze vicine, e allora si lavora anche dopo cena (Mamma, ma lavori sempre!). Non riesco a usare il verbo “conciliare” per quanto riguarda il mio essere madre e donna lavoratrice, perché per me sono un tutt’uno. Amo la mia famiglia tanto quanto il mio lavoro, perché sono parte di me, vengono da me, sono nati entrambi da una volontà forte e determinata. Per questo non mi pesa lavorare dopo cena, così come togliermi un’ora dal pc per fare il giro del bosco con i bambini.

Sei felice di lavorare da casa come editor? Consiglieresti ad altre mamme di fare lo stesso?

Vado a periodi. Ci sono momenti in cui desidererei fortemente avere un posto fisico dove andare per non essere disturbata ogni tre per due (soprattutto in estate, quando i bambini sono a casa 😀 ), e altri in cui mi dico che è una grande fortuna poter avere tutto in casa.

Ovviamente ci sono i pro e i contro: non muovi la macchina e non devi sclerare per trovare parcheggio, ma hai la lavatrice da stendere, la minestra del piccolo da mettere via, ecc. Non stacchi mai (però non so se sia un pro o un contro per me, ahahah). E chissà quante altre ne potrei aggiungere.

Io credo che alla fine una persona debba fare quello che si sente, nel limite delle possibilità che il lavoro permette. Soprattutto una mamma. Io non mi sento in difetto se al sabato mattina lavoro invece che stare con loro: hanno un po’ di tempo per stare con il papà.

Così come spero di poter trasmettere loro un messaggio importante: se lotti per i tuoi sogni e i tuoi desideri, se ti impegni, ti applichi e studi, a qualunque età, allora puoi raggiungere gli obiettivi che ti poni ed essere felice delle tue scelte.

Ci lasci qualche contatto utile per chi volesse lavorare da casa come editor o contattarti per i tuoi servizi come editore?

Mi potete trovare sui siti web:

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E con questo si conclude un’altra splendida intervista con una mamma freelance e imprenditrice che ha scelto di lavorare da casa come editor trasformando la sua passione per la lettura in molto più di un hobby. Il fatto che poi Annalisa abbia anche fatto il passo di aprire ben due case editrici (mentre cresce i suoi bambini) è davvero la cigliegina sulla torta, vero?

A me piace un sacco come Annalisa vada dritta al sodo di ciò che è importante, sia nel suo lavoro che nella sua vita personale. Ma poi hai visto in quante cose ha le mani in pasta? Caspita, brava Annalisa direi!!!

E a te? Cosa è piaciuto di più di questa intervista? Fammelo sapere in un commento!!

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